Ingiustizie..

Oggi ho assistito all’ennesima crudeltà..perchè si può essere crudeli in tanti modi e verso chiunque, ma se c’è una cosa che non sopporto è essere crudeli nei confronti di un bambino.

Ognuno di noi ha preso parte ai saggi scolastici di fine anno e ognuno di noi guardava nella platea per riconoscere quel volto che gli era amico: il papà, la mamma, i nonni, e riconoscendoli si sentiva emozionato, ma aveva una forza dentro inspiegabile, grazie alla quale metteva da parte la vergogna e la paura e riusciva a rendere “fieri” i suoi spettatori personali.

Oggi, invece, quasi 130 bambini hanno realizzato il loro saggio, e oggi dovevano essere ripagati dalla fatica di un lavoro che da mesi si stava svolgendo perchè questa giornata andasse bene, il loro premio non era una caramella, un giocattolo, ma semplicemente vedere i propri genitori sorridere ed essere “fieri”. 129 bambini hanno provato questa gioia, 129 bambini hanno visto mamme, papà e nonni applaudire per loro. 1 solo bambino non ha visto nessuno, se non quella persona che lo accompagna a scuola ogni mattina, che lo riprende il pomeriggio, che lo porta a fare sport, che ha assistito alla premiazione del torneo di basket, che ogni mattina alle 11 gli portava la medicina per l’otite a scuola: il suo TATO! Non una mamma, non un papà, non una nonna, non una zia, ma una persona “estranea” per gli altri ma non per lui. Perchè lui è il suo compagno di giochi, di studio!

Lui oggi era tra tutti quei genitori e l’unico suo compito, oltre a quello di rendere felice G., era scattare delle foto per immortalare lui: lui mentre recita, lui mentre balla, lui mentre suona.

La cosa che mi ha fatto più male è stato vedere alla fine del saggio G. andare verso il tato e chiedergli:”Dove sono mamma e papà?” e sentirsi rispondere:”Non sono riusciti a venire”. Il suo sguardo non lo dimenticherò mai: la delusione negli occhi di quel bambino, la rabbia, la voglia di sentirsi dire “BRAVO” dalle due persone più importanti per lui.

Qualcuno in quella scuola poi si meraviglia se il bambino è troppo vivace, aggressivo. Come si può lasciare un figlio in balia di se stesso, questo bambino non sa cosa è giusto e cosa è sbagliato perchè mai nessuno si è preoccupato di spiegarglielo. I suoi unici “amici” sono i videogiochi, i soldatini, la tv, e forse anche quel tato che troppe volte viene trattato male.

In quest’anno di Servizio Civile, ho conosciuto parecchi bambini, e sarà perchè questo è un’istituto pirivato al centro della Roma bene, ma io ho incontrato solo bambini che avevano voglia di passare del tempo con i loto genitori e non con nonni, o nel peggiore dei casi con tate straniere che non ti capiscono e ti lasciano fare tutto.Ho visto bambini piangere perchè volevano andare al parco con mamma e papà o al cinema. Sarà importante il lavoro perchè permette di vivere bene, permette a quei bambini di avere vestiti costosi, di andare in piscina al circolo esclusivoe di frequentare un istituto privato per avere un istruzione adeguata, anche se negli istituti pubblici si sta benissimo.

Lavorare si, ma dico si soprattutto alla vita, alla libertà di poter gestire il mio tempo nel migliore dei modi, dedicandomi alle persone che amo!

Ingiustizie..ultima modifica: 2007-06-13T10:30:00+02:00da cristalrm
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2 pensieri su “Ingiustizie..

  1. il lavoro,la carriera,la voglia di essere indipendenti….si..ma si perde il vero senso della vita….un saluto……lu’

  2. Quelle “persone” che hai descritto non sono più persone da molto tempo… magari sono andati al saggio della loro amante… sono al bar di Ney York a prendere un aperitivo con… Se i sentimenti sono finiti… forse è meglio a
    salutare ed andare… senza farla pagare ai figli…

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